Plastica e ambiente
Come gli imballaggi in plastica aiutano a ridurre lo spreco alimentare
In Europa ogni anno si buttano 88 milioni di tonnellate di alimenti perché guasti o scaduti. Che ruolo hanno gli imballaggi in plastica? L'organizzazione austriaca denkstatt ha studiato la questione nel 2014.
L'imballaggio in plastica riduce lo spreco alimentare?
Sì, in misura misurabile. In Europa si buttano ogni anno 88 milioni di tonnellate di alimenti. L'imballaggio protettivo prolunga nettamente la conservazione; la carica climatica dell'alimento guasto supera di norma quella dell'imballaggio di diverse volte.
In Europa ogni anno si buttano 88 milioni di tonnellate di alimenti[1] perché guasti o scaduti.
Che ruolo hanno in questo gli imballaggi in plastica? L’organizzazione austriaca denkstatt – sustainable thinking – ha esaminato la questione nel 2014[2].
In diverse città europee sono stati aperti negozi che promuovono l’acquisto senza imballaggio e intendono così servire la sostenibilità. Per acquistare in questi negozi devo portare io stesso il contenitore. Trattandosi di un contenitore riutilizzabile, va lavato a ogni nuovo impiego. Anche i lavaggi consumano risorse (acqua calda, tensioattivi). Nel valutare simili concetti questo va conteggiato correttamente. Inoltre, nel caso degli alimenti si riduce la conservabilità, con effetti sfavorevoli sul bilancio di CO₂.
Gli imballaggi contribuiscono a mantenere gli alimenti conservabili più a lungo. Li proteggono da umidità e ossigeno e ottimizzano il bilancio di temperatura e umidità. Molti imballaggi offrono un’atmosfera protettiva. Tutti questi effetti prolungano la conservabilità. Lo studio della denkstatt GmbH mostra quanto spreco alimentare si possa evitare. Alcuni esempi:
| Bistecca 330 g | In vaschetta con pellicola, 34 % di scarto | Confezionata in film composito, 18 % di scarto |
|---|---|---|
| Formaggio «Bergbaron» | Vendita sfusa al banco, 5 % di scarto | Su vaschetta di plastica e film, 0,14 % di scarto |
| Cetriolo 350 g | Vendita sfusa, 9,4 % di scarto | Confezionato in film PE, 4,6 % di scarto |
| Pane 400 g | In sacchetto di carta con finestra in plastica, 11 % di scarto | Confezionato in film PP orientato, 0,8 % di scarto |
denkstatt considera la produzione, il trasporto, la fase d’uso e il recupero dei rifiuti sia dell’imballaggio sia dell’alimento.
Per la bistecca, ad esempio, la conservabilità (shelf life) passa da 6 a 16 giorni. E il peso dell’imballaggio scende da 31 g a 19 g. In questo esempio denkstatt calcola un risparmio di CO₂ di 2100 g dal minore spreco alimentare e di 6 g dal minore peso dell’imballaggio.
Per il pane, infine, denkstatt determina un risparmio di CO₂ di 136 g dal minore spreco alimentare e di 12 g dal minore peso dell’imballaggio.
È noto anche il trucco di avvolgere l’estremità del casco di banane con pellicola trasparente. In questo modo la banana rilascia meno etilene – un gas della maturazione – e resta fresca più a lungo.
Anche nei casi in cui il peso dell’imballaggio aumenta per una migliore funzione protettiva, il risparmio di CO₂ dovuto allo spreco alimentare evitato supera di gran lunga la CO₂ aggiuntiva generata nell’incenerimento.
Gli imballaggi in plastica contribuiscono quindi a ridurre l’impronta di CO₂ e danno un contributo ambientale positivo.
Si veda anche il breve filmato delle associazioni di settore:
Fonti
- [1] Studio «Estimates of European food waste levels», su incarico della Commissione UE nell'ambito del progetto FUSIONS
- [2] Studio «How Packaging Contributes to Food Waste Prevention», denkstatt GmbH, Vienna